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20/01/18 – BARTOK, sonata per due pianoforti e percussione tra suggestioni russe e francesi

gennaio 20 @ 17:30 - 19:00

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L’Atelier inaugura la seconda parte della sua XXIV stagione con una pagina di assoluto rilievo nel panorama musicale del secolo scorso: la Sonata per due pianoforti e percussione di Bartok, nel segno di quell’interesse per l’uso percussivo del pianoforte, in questo caso in diretto rapporto con gli strumenti a percussione. Una pagina straordinaria, nella quale il grande compositore ungherese voleva portare nel mondo colto l’atmosfera della musica contadina, non solo inserire dei temi autenticamente popolari o scritti in stile folclorico. Il risultato è una pagina di forte impatto, ma ricca di sfumature espressive e di grande varietà timbrica che ne fanno un capolavoro del Novecento.

Con Šostakovič  siamo dinanzi a uno dei massimi autori del ‘900: lucido interprete delle drammatiche contraddizioni della Russia sovietica, specie nell’imponente opera sinfonica dai toni ora celebrativi, ora beffardi, ma anche sulle scene (Il Naso dagli intenti satirici e la sconvolgente Lady Macbeth). Composto nel 1953, lo spettacolare Concertino op. 94 s’impone per certe sue atmosfere fantomatiche e spettrali, per i profili taglienti non meno che per il motorismo ritmico, perfino circense e l’inconfondibile colore russo. Così pure, i metri irregolari del folklore ungherese sono il dato di partenza dell’itinerario bartokiano, qui rappresentato dalla superba Sonata per due pianoforti e percussioni dal graffiante fascino. Opera della piena maturità, al pari della Musica per archi percussione e celesta, notevole per l’esplorazione delle potenzialità ritmico/coloristiche delle percussioni in abbinamento al pianoforte, fu composta tra la Carinzia e Budapest nel 1937 (prima esecuzione: Basilea gennaio 1938, pianisti l’autore e la moglie Ditta Pásztory). Incuneata tra il Quinto e il Sesto Quartetto, è pagina dalle prodigiose immagini: arcane risonanze iniziali, certe fosforescenze, il colpo d’ala d’un trascinante fugato, accordi ibridati da bagliori come stalattiti, «l’esaltante scatto melodico dello xilofono» nell’aitante Allegro non troppo su un frammento di scala magiara, corse a perdifiato e la suggestiva chiusa su diafani rintocchi. Ammirevoli il taglio tripartito, i riferimenti alla serie di Fibonacci e alla sezione aurea. A far da cuscinetto, l’esotismo seducente di Jean Françaix.

Per l’esecuzione di questo complesso repertorio, l’Atelier ha invitato musicisti di alto valore insieme a un giovane percussionista e xilofonista che si sta rapidamente affermando come un autentico nuovo talento delle percussioni eurocolte: Gianluca Centola. Oboista e percussionista è invece Matteo Moretti, musicista di grande esperienza che vanta collaborazioni con diverse orchestre ed ensemble italiani, tra cui l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e il Divertimento Ensemble, ed è stato diretto da maestri quali Sinopoli, Maag, Gatti, Abbado. Membro fondatore del Quintetto di percussioni “Re-percussio” del Quartetto “Appalachian”, svolge attività di docente al Conservatorio di Novara. Alberto Magagni è pianista con una notevole esperienza concertistica internazionale sia in veste di solista, sia all’interno di formazioni cameristiche di rilievo, e si è esibito in sale prestigiose. Attivo anche come compositore, ha partecipato alla realizzazione ed esecuzione di musica per film con registi quali Carlo Lizzani e Marco Bellocchio, mentre come didatta ha collaborato a numerosi corsi di alto perfezionamento musicale, principalmente a Saluzzo. Monica Cattarossi, si è dedicata con particolare passione alla musica da camera, laureandosi nel contempo anche in musicologia. Oltre a suonare come solista con varie orchestre, è regolarmente invitata in prestigiosi Festival internazionali ed è presente nelle stagioni di associazioni concertistiche di rilievo. Affianca all’attività concertistica un’intensa didattica che si svolge tra i Conservatori di Novara e Lugano e il Mozarteum di Salisburgo.

Matteo Moretti timpani
Gianluca Centola xilofono e percussioni
Monica Cattarossi pianoforte
Alberto Magagni pianoforte

Programma:

Dimitri Shostakovich Concertino in la minore op. 94

(1906-1975) (Adagio-Allegretto-Allegro)

1953

Jean Francaix Huit Dances exotiques

(1912-1997) (Pambiche/Baiao/Nube gris/Merengue/

Mambo/Samba lente/Malambeando/Rock’n’Roll)

(per due pianoforti)

1957

Bela Bartok Sonata per due pianoforti e percussioni

(1881-1945) (Assai lento-Allegro molto/Lento, ma non troppo/Allegro non troppo)

1937

conduce Maurizio Franco

Ingresso: con tessera di socio (5 euro) e abbonamento (80 euro) o biglietto (10 euro)

Per informazioni: 348-3591215 02-5455428 secondomaggio@alice.it; eury@iol.it;

www.secondmaggio.it

Dettagli

Data:
gennaio 20
Ora:
17:30 - 19:00

Luogo

Auditorium Camera del Lavoro di Milano
C.so di Porta Vittoria
Milano , Italia
Telefono:
+39 348 3591215